Il tuo (d)Blog
Oggi la mia mente ha partorito la frase : ho visto una k abbandonare la stella per vendersi ai preziosi come commento alla notizia (nota da giorni) che i kappaboys abbandonano lo storico sodalizio con la starc comics per iniziare una nuova collaborazione con il gruppo preziosi.
Ora, nonostante voci entusiastiche accolgano la nascita del nuovo sodalizio, chiedendo la nascita un nuovo editore che abbia a cuore il prodotto che confezioni una domanda sorge spontanea: mercato saturo, edicole strapiene di volumi manga, avevamo davvero bisogno di un altro editore che come uno squalo si metta a lucrare su un fenomeno di nicchia che è diventato un trend? Ahimé forse la risposta è si, visto che oramai i volumi attualmente in commercio sembrano stampati su carta igenica o cartoni riciclati, e le traduzioni a volte fanno impallidire anche le più estrose adattazioni mediaset.
Auguro buona fortuna ai kappaboys, unici innovatori dell'editoria italiana, capaci di importare i manga quando in italia negli anni 90 si viveva la stagnazione dei comics americani.
parola di comix.
La prima volta che vidi il cartone (o anime) di slayers ne fui colpito dai colori con cui la serie era disegnata, poi vennero la trama fantasy e le formule di Lina (Rina per mediaset). Non so se per fortuna o per disgrazia sono riuscito a vedere le prime 3 serie completamente su mediaset. Questo se da un lato mi ha permesso di appassionarmi sempre più alla serie dall'altro ha distorto la mia visione grazie alle n censure applicate a questo cartone.
Tempo fa lessi di una nuova serie, ufficiale, dopo i penosi OAV e film usciti. Nella nuova serie "Slayers Reload" ritrovimo di nuovo i nostri eroi e dalla prima puntata che ho visto la serie sembra promettere bene. Inoltre dalla sigla di apertura sembra vedersi la spada di luce di Gourry, che aveva perso a fine della terza serie. Come direbbero gli americani leggendo su un dollaro, in god we trust sperando che la serie mantenga l'altezza delle precedenti
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parola di comix.
. Sono passati da essere uno dei migliori siti (come fonte attendibile) ad un forum per ...... non so neanche io dirlo. Che fine hanno fatto le sezioni sulle nuove uscite in giappone in termini di fumetti e anime, le inchieste e quant'altro? Dumped!Il secondo sito che a mio malinquore non ci degna di essere aggiornato da un bel po e'"fumettidicarta".
Peccato che tutto questo avviene proprio durante la mia astinenza da fumetti. Sono 5 mesi che non ho il piacere di leggere un fumetto stampato, e ormai la mia collezione si sta rovinosamente perdendo per strada ;(. E come direbbe il mio coinquilino, non mi rimane che dire bummer.
parola di comix.
La cosa che più sconcerta di questo titolo è "ancora". Si sa che Patt Garrett uccise a tradimento l'amico billy the kid accettando la stella (di latta) da sceriffo. La cosa geniale di questa storia a fumetti è che la storia viene raccontata come se accadesse una seconda volta: ci troviamo nel west di fine 800 dove scorrazzano liberi degli zombie (pelle ossa) e the kid è uno di loro, anzi il loro leader.
Potrei disquisire per ora sulla qualità e la genialità di questo fumetto ITALIANO ma lascio a voi il compito di giudicarlo, ammesso che abbiate la curiosità di leggerlo. La cosa che più mi è piaciuta nel primo volume è come è rappresentato l'arrivo di Billy in paradiso: cammina per un sentiero di nuvole mentre nelle varie vignette sono riportate le parole della canzone di Bob Dylan "knockin on heaven's door", e una volta arrivato ai cancelli del paradiso li trova chiusi con un cartello sopra "chiuso per pranzo" .... semplicemente geniale. Di seguito riporto il finale del film cui ovviamente si rifà il fumetto, ovvero IL FILM su Patt Garrett and Billy the Kid diretto da Sam Peckinpack, con la stupenda colonna sonora realizzata da Dylan.
Per chi fosse interessato, la storia è divisa in 4 volumi (5 € l'uno) editi da Lizard edizioni col semplice titolo di Garrett: ucciderò ancora billy the kid.
parola di comix.

recita la prima pagina del fumetto della torre nera, lasciando il lettore in uno stato di stupore e con la curiosità di vedere questo mondo. Poi girando pagina si vede un deserto, una carcassa con degli avvoltoi e un uomo che sfugge dal suo inseguitore in un deserto. Decisamente un'ambientazione western.
Ecco l'inizio di una saga che aspettavo con ansia da anni, si tratta della torre nera di Stephen King e della marvel. La cosa strana è che non è un adattamento dei vari libri che compongono la saga della torre nera, ma una storia concepita per essere disegnata su carta. All'interno dello stesso volume troviamo una lettera di king che con un po di ironia racconta la nascita di questa collaborazione e di come lui sia un patito dei fumetti marvel. Lo stesso autore afferma "leggo fumetti marvel più o meno da quando stan lee ha iniziato a farsi la barba"
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Prima dicevo che l'ambientazione è western sebbene la premessa iniziale, ma il western che ci viene mostrato è alquanto strano. Una terra divisa in baronie, vecchie pistole a tamburo come colt e stregoni capaci di conversare con il signore rosso (un uomo/ragno, forse il diavolo? :-S). In questo mondo per essere pistoleri bisogna ricevere un addestramento la cui prova finale consiste superare il proprio maestro. In questo mondo si muove il giovane Roland, destinato a diventare IL pistolero, un giovane che per rabbia cerca di bruciare le tappe per non essere meno di suo padre.
La storia è ben fatta, scorre leggera nonostante il 1000 riferimenti agli altri libri, e i disegni sono ottimi (d'altronde sono made in MARVEL). Come sempre dio benedica la marvel e i suoi artisti.
parola di comix

Mi sono sempre chiesto se le storie Disney pubblicate in Italia fossero le stesse pubblicate in America, e se la numerazione delle varie testate fosse uguale a quella americana. Ma ogni volta che mi veniva in mente il dubbio ho sempre lasciato cadere la cosa, in quanto da bravo lettore di fumetti integralista qual'ero non ho mai considerato i fumetti Disney degni di nota. Per fortuna le cose cambiano, e per una serie di fortuite coincidenze mi sono capitate tra le mani un paio di pubblicazioni in lingua madre della testata "Walt Disney's Comics" abbastanza recenti (gen-feb 2007).
Già dalle prime pagine ci si rende conto che il sorcio viene disegnato ancora come papà Disney lo concepì: calzoncini rossi, scarpe gialle e basta. Ora mi chiedo come mai in America il sorcio è ancora disegnato seminudo mentre in Italia lo si vede vestito completamente e senza i suoi storici calzoncini rossi? Questo interrogativo si è aggiunto quasi come un tassello mancante alla mia idea della Disney e delle sue pubblicazioni nel mondo. Ora riesco a spiegarmi come mai molti personaggi come Indiana Pipps, Paperinik ed altri ancora siano un'invenzione del tutto italiana, e come mai in Italia vengano pubblicate nuove testate dedicate a nuovi personaggi (qualcuno ha in mente PK e W.I.T.C.H. ?).
Quello che succede in Italia è che la Disney fornisce i suoi personaggi base e si ha la completa libertà di scrivere tutte le storie che si vogliono eventualmente creando nuovi personaggi, tanto essendo tutte storie autoconclusive o facenti parte di piccole saghe non si ha certo il problema della coerenza o della continuity. Questo spiega come mai tutti i personaggi, anche quelli più storici come il sorcio (lo ammetto, odio Topolino) o Paperino assumano nelle loro storie un atteggiamento "italianizzato".
Condivido pienamente la strategia editoriale della Disney, che avendo creato un proprio mondo simile a quello reale (le varie città come Paperopoli o Topolinia) facilmente riconducibile a qualsiasi realtà sociale, permette una "nazionalizzazione" dei suoi personaggi e delle sue storie, seppure si ha sempre l'idea che le città siano sempre americane. Inoltre grazie a PK e alle W.I.T.C.H. è arrivata una ventata d'aria fresca nel mondo del fumetto italiano (non mi riferisco al fumetto d'autore), ormai da troppo tempo stagnante.
Cercherò di spiegervi in poche parole cosa rappresenta Civil War per un appassionato di fumetti e per il mondo dei fumetti. Sono sempre stato un grande fan della Marvel e del genere super eroistico, di cui ritengo gli americani gli unici maestri, ma non ho mai seguito attivamente le vicende dei vari supereroi. Possiamo dire che per me il fumetto americano, e in particolar modo Marvel, è quello che per un cristiano non professante è la chiesa, ovvero si va a messa solo di Pasqua e Natale. Quindi mi sono sempre limitato ad osservare da lontano l' "universo marvel", ma ora siamo ad una svolta: Civil War è come Natale e Pasqua messi insieme. Ma procediamo per gradi.
La storia(senza spoiler promesso) : durante uno scontro tra i New Warriors ed alcuni supercriminali, il tutto ripreso da un reality show, alcuni(900) civili rimangono uccisi. Da qui l'indignazione dell'opinione pubblica americana, il congresso americano approva una legge per far diventare i super eroi dei dipendenti statali, ovvero ogni super eroe deve rinunciare alla sua identità segreta e servire gli USA. Ovviamente l' unanimità è solo un'utopia, quindi i super eroi si dividono in due fazioni (alemo questo è dato ad intendere nel primo volume) i con due rispettivi leader: iron man fedele al presidente ed al decreto di legge e capitan america fedele alla libertà e quindi contrario alla schedatura.
Qualcuno potrebbe replicare dicendo che non è stato aggiunto nulla di nuovo nel panorama editoriale, visto che la DC a suo tempo propose la miniserie Kingdom Come (venga il tuo regno in Italia) che narrava sempre lo scontro tra due fazioni di super eroi (della DC). Ma mentre Kingdom Come era una miniserie a se stante, del tutto staccata dall'universo DC, Civil War fa parte dell'universo Marvel, anzi dovrebbe essere un punto di svolta ed un nuovo inizio. Altra cosa geniale della Marvel è stata raccogliere Civil War in un'unica testata, ma narrare i retroscena o meglio come ogni super eroe vive questo momento di crisi in testate diverse. Questo rende difficile seguire pienamente tutta la guerra e costringendo gli appassionati a fare salti mortali tra le più disparate testate per appagare la loro sete di conoscenza. Unica nota positiva, o specchietto per le allodole, è che ogni testata Marvel che riporti da qui in poi vicende sulla guerra civile, in copertina esibirà oltre al titolo anche le parole "Civil War". Già dal primo numero la serie promette bene, aspettiamo fiduciosi il seguito (cercando di non andare in bancarotta).
Dio benedica la casa delle meraviglie che ancora oggi riesce a stupirci.
comix.
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